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I cinque tibetani, elisir di giovinezza: cosa sono e come eseguirli?3 minuti di lettura

I cinque tibetani
I cinque tibetani

Come mantenere il corpo agile e flessibile e allo stesso tempo avere anche importanti effetti benefici sulla mente? Un’ottima soluzione potrebbe essere quella di farlo attraverso i cinque Tibetani conosciuti anche come cinque riti tibetani.

I cinque tibetani

Cosa sono i cinque tibetani? Questi sono considerati un vero e proprio elisir di giovinezza e consistono in una serie di esercizi yoga che aiutano a migliorare la flessibilità e allo stesso tempo lo stato psicofisico. L’obiettivo di questi esercizi è quello di riuscire ad attivare i 7 chakra ovvero i centri energetici da cui secondo la tradizione yogica dipendono la salute sia fisica sia mentale. Secondo la tradizione tibetana ogni rito va ripetuto 21 volte ma potrebbe essere anche un’ottima soluzione iniziare più lentamente effettuando ad esempio 3 o 4 ripetizioni per ogni rito.

Primo rito tibetano

Per effettuare correttamente il primo rito tibetano ci si deve porre in piedi e le gambe dovranno essere leggermente divaricate in base a quella che è l’ampiezza del proprio bacino. Le braccia andranno sollevate all’altezza delle spalle portandole parallele al pavimento, i palmi delle mani dovranno invece essere rivolti verso il basso. Come procedere? A questo punto bisognerà ruotare in senso orario mantenendo allo stesso tempo le braccia sollevate e soprattutto parallele al pavimento.

Secondo rito tibetano

Per effettuare il secondo rito tibetano bisognerà distendersi sulla schiena mantenendo le braccia lungo i fianchi. I palmi delle mani dovranno essere appoggiati al pavimento mantenendo le dita unite. Per prima cosa bisognerà sollevare il capo da terra portando il mento verso il petto, successivamente andranno sollevate invece le gambe in verticale e portate ad angolo retto rispetto al pavimento e rispetto al resto del corpo. Le ginocchia non dovranno piegarsi e le gambe dovranno risultare tese.

Terzo rito tibetano

Durante questo terzo rito bisognerà assumere una particolare posizione chiamata nello yoga ustrasana oppure posizione del cammello. Questa consiste nel mettersi in ginocchio sul tappetino puntando a terra le dita dei piedi e distendendo le braccia lungo i fianchi. Anche le mani andranno appoggiate sui fianchi e la testa piegata un po’ in avanti. Poi sempre la testa andrà piegata all’indietro inarcando la schiena delicatamente e mantenendo sempre le mani appoggiate sui fianchi.

I cinque tibetani
I cinque tibetani

Quarto rito tibetano

Durante il quarto rito tibetano bisognerà rimanere seduti con le gambe distese e leggermente divaricate e la schiena eretta. Le mani andranno appoggiate al pavimento con i palmi verso il basso mentre invece le dita rivolte verso i piedi. Bisognerà poi procedere inclinando il capo prima in maniera piuttosto leggera in avanti verso il mento e poi all’indietro. Mantenendo le braccia tese bisognerà sollevare il corpo fino a creare tra le gambe e le cosce un angolo retto. È importante che si formi una specie di ponte.

Quinto rito tibetano

Per mettere in pratica questo quinto rito bisognerà assumere una posizione di quadrupedia. Bisognerà quindi puntare le dita dei piedi sul tappetino, abbassare il bacino e sostenersi con le braccia erette mentre le gambe sono invece distese. Bisognerà poi portare il mento verso il basso, sollevare il bacino e appoggiare i talloni al pavimento fino a formare una V rovesciata tra le gambe e la schiena.

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