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Haiku: cosa sono, come scriverne uno e quali sono i più belli3 minuti di lettura

Haiku
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A pochi, o comunque non a tutti, sarà capitato nel corso della vita di aver sentito parlare dell’haiku. Per tale motivo in pochi sanno esattamente a cosa si fa riferimento con questo termine. A tal proposito è possibile affermare che si tratta di una brevissima poesia giapponese il cui punto forte è proprio la sua brevità. Cosa sono di preciso, quali sono le regole per scriverne uno e quali sono gli haiku più belli, ricchi di significato e famosi? Le risposte a tali domande potrete trovarle qui di seguito.

Haiku: cosa sono e come scriverne uno

Per prima cosa occorre fornire una chiara definizione di quello che è il termine Haiku. E’ quindi possibile affermare che si tratta di semplici e sincere forme di poesia giapponese, componimenti nati proprio in Giappone nel XVII secolo. In soli tre versi gli haiku riescono ad esprimere profondi pensieri. Alcuni di questi sono dedicati all’amore e ai sentimenti in generale mentre invece altri invitano a riflettere su quello che è il senso della nostra esistenza. La loro struttura è semplice ed infatti si compongono di 3 diversi versi composti da 17 more secondo lo schema 5-7-5. Con il termine mora si fa invece riferimento all’unità di misura della durata delle sillabe adottata nella metrica classica. Gli haiku sono composti da poche parole e vengono indicati come dei veri e propri ‘componimenti dell’anima’ in quanto in grado di raccontare molte cose, nonostante le poche parole, e suscitare grandi emozioni. Come scriverne uno? A tale domanda è possibile rispondere affermando che occorre seguire delle regole. La prima è che non necessita di alcun titolo. La seconda regola da seguire riguarda la metrica. Questa dovrà essere così composta:

  • 3 versi e 17 sillabe suddivise seguendo la struttura 5-7-5 . In realtà in Giappone non si parla di sillabe ma di onji, termine con il quale si fa riferimento a tutti quei segni grafici che fanno parte dell’alfabeto giapponese. L’haiku scritto in giapponese è composto da 17 onji mentre invece in italiano una poesia di 17 sillabe potrebbe risultare un poco lunga.

E’ necessario che sia presente un ‘kigo’ ovvero un riferimento a una delle quattro stagioni dell’anno. Infine è importante precisare che per scrivere un haiku possono essere seguiti due diversi stili. Si può scegliere di esprimere e quindi anticipare già nel primo verso il tema della poesia per poi svilupparlo successivamente. Oppure si può anche scegliere di presentare all’interno di un haiku due stili diversi e quindi in contrasto.

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Gli haiku più belli

Tra gli haiku più belli meritano di essere citati:

  • Tristezza:
    per il bambino ammalato
    una gabbia di lucciole. (Yoshikawa Ryota);
  • Ciliegi in fiore sul far della sera
    anche quest’oggi
    è diventato ieri. (Kobayashi Issa);
  • Le nubi di tanto in tanto
    ci danno riposo
    mentre guardiamo la luna. (Matsuo Basho);
  • Fredda più della neve
    è sui capelli bianchi
    in inverno la luna. (Naito Joso);
  • Mondo di sofferenza:
    eppure i ciliegi
    sono in fiore. (Kobayashi Issa);
  • Piantatrici di riso:
    non è infangato
    solo il loro canto.
    (Konishi Raizan).

 

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