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Wendy e la sindrome della crocerossina: come riconoscerla e cosa fare3 minuti di lettura

Wendy
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Chi non conosce Wendy? Questo è il nome della simpaticissima amica di Peter Pan ma in pochi sanno che questo è il nome di una particolare sindrome. Di cosa stiamo parlando, come fare per riconoscerla e per superarla? Se siete alla ricerca di informazioni e risposte ecco che potrete trovarle qui di seguito.

Sindrome di Wendy

Wendy e Peter Pan sono i protagonisti di un famosissimo romanzo che porta la firma del noto scrittore e drammaturgo scozzese J.M.Barrie. Ciò che li differenzia più di tutto, a livello caratteriale, è proprio il senso di responsabilità di Wendy. Quest’ultima infatti è una ragazzina matura e pronta a prendersi cura di chi la circonda. Peter Pan è invece l’eterno bambino che non ha nessuna intenzione di crescere e maturare. Se molti sentono di rispecchiarsi nel personaggio di Peter Pan ecco che allo stesso tempo sono molti coloro che per il loro comportamento sentono di essere più vicini a Wendy. Il suo comportamento premuroso però se portato a livelli estremi può trasformarsi in una sindrome molto simile a quella della crocerossina.

Come riconoscerla

I primi a parlare della sindrome di Wendy furono Carolyn Quadrio e il famoso psicologo Dan Kiley. Ma, come riconoscere tale sindrome? E’ sicuramente questa la domanda alla quale in molti cercano una risposta. Chi soffre di tale sindrome solitamente tende ad essere molto, o meglio troppo, disponibile con le altre persone. Tanto da prendersene molta cura donando numerose e continue attenzioni ed affetto. Il tutto in maniera incondizionata. E ancora, chi soffre della sindrome di Wendy appare particolarmente responsabile e soprattutto prova piacere nel sentirsi assolutamente indispensabile. Tra le altre caratteristiche che caratterizzano appunto tale sindrome vi troviamo l’essere generoso, pacato ma anche servizievole. Chi soffre della sindrome di Wendy si arrabbia poco in quanto teme che questa emozione negativa possa allontanarla dalle persone che ama. Secondo lo psicologo sopracitato, ovvero Kiley, chi soffre di questa sindrome non ha una propria identità personale, delle proprie opinioni. Sono persone ansiose che basano la propria esistenza sull’approvazione delle altre persone.

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Wendy
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Bisogna prestare molta attenzione in quanto se da una parte la responsabilità è considerata una qualità importante ecco che allo stesso tempo se eccessiva può trasformarsi in qualcosa di più. Chi soffre della sindrome sopracitata è molto spesso una persona insicura e con una bassa autostima. Una persona che teme la solitudine e che crede di essere indispensabile per le persone che ama. Queste persone, infine, fanno molta fatica a dire di no.

Come superare la sindrome di Wendy

Sapere come intervenire per poter superare questa sindrome è importante. Il primo passo da fare è quello di coltivare l’autostima e riappropriarsi di quelli che sono i propri spazi e desideri. Un’ottima idea potrebbe essere ad esempio quella di dedicarsi ai propri hobby e non rimandare i propri desideri per poter accontentare quelli delle persone amate. E ancora chi soffre di tale sindrome dovrebbe capire che l’amore non è sacrificio, che occorre imparare a dire di no e soprattutto a chiedere. Donare attenzioni e cure è importante ma allo stesso modo lo è riceverle.

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